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Vie di cresta nel Massiccio del Bernina

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Massiccio prevalentemente glaciale e più elevato delle Alpi Retiche (4049 m) , il Bernina si estende tra Engaldina al Nord e Valle dell’Adda a Sud . Sul versante settentrionale (svizzero) si possono percorrere  in successione salite di linee di cresta  e traversate in quota in  ambiente glaciale  .

Il nostro viaggio   ha inizio dal Pontresina in una giornata di metà luglio ’09  . Il primo giorno risaliamo la Val Roseg fino al rifugio Tschierva , posto sulla riva destra della morena del Vedret da Tschierva, rendendoci subito conto di esserci immersi in un ambiente integro e affascinante .

L’indomani , ancora nel buio della notte ,  ci incamminiamo verso la vetta nord del Piz Roseg risalendo per la via “Eselgrat “ o “cresta dell’ Asino” secondo i primi salitori : 1400 m di dislivello con difficoltà di III/AD/

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Spigolo SSE vetta Occidentale del Corno Grande

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Le giornate autunnali di alta pressione offrono colori e panorami indimenticabili per chi ha la fortuna di viverle in montagna . Ieri , 1 novembre ’09 , sul versante meridionale della Vetta Occidentale del Corno Grande era possibile scalare vie di roccia con pareti “quasi” ( … appena ) in condizioni invernali ma riscaldate da una magnifica giornata assolata .

Alla roccia ancora calda , lo Spigolo SSE alternava brevi tratti di misto con neve ben trasformata e compatta da richiedere l’uso dei ramponi , soprattutto nei tratti in ombra e nella parte alta della cresta che conduce in vetta al Corno Grande .

La via presenta pochi passaggi difficili su roccia ( passi di V … con i scarponi ai piedi ) , ben chiodati e soste attrezzate quasi tutte a fix .

Trovare soste sistematicamente “fixate”  su  una via di Giancola ,  D’Armi  e Tomassi aperta negli anni Trenta (26 luglio 1933)  qualche perplessità la fa sorgere anche in chi come me non disdegna certo la sicurezza e  l’uso dei fix . Giancola e D’Armi un anno dopo , nel 1934 , apriranno anche la via dei “Pulpiti” sulla parete NO della  Vetta Centrale del Corno Grande che segnerà probabilmente l’arrivo del sesto grado al Gran Sasso : via magnifica con   roccia non è sempre ottima ma   di sicuro interesse alpinistico e storico  per chi ama   l’alpinismo classico  del  Gran Sasso .

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