Scialpinismo “africano”

28 giu 2010 @ 18:16 | Varie

29A seuire il report del viaggio scialpinistico fatto dal nostro Giampiero insieme ad altri amici in Africa

Ciao a Tutti, voglio raccontare qualcosa dell’esperienza che ho avuto la fortuna di arricchire sulle Montagne d’Africa con gli sci…

E’ una radiosa giornata di sole, da sei giorni ad oggi è l’unica senza vento, sto scivolando verso valle consapevole che le prossime saranno le ultime curve su questa incredibile neve africana, …più sotto c’è un bel pendio…

Prima del pendio incrocio dei ragazzi che stanno salendo, dalla loro espressione capisco di averli forse guardati in modo strano,con lo sguardo di chi è stato già in cima, e ora deve solo scendere. Non so se vi è mai successo, ma non è bello essere guardati così, solo sei giorni prima ero al loro posto, e chi scendeva, oltre allo sguardo, aveva pure commentato ad alta voce brutte previsioni meteo che ci attendevano e nessuno gli aveva chiesto niente!!

Mentre salivo al rifugio l’ultimo pensiero era proprio per come sarebbe stato il tempo, in quel momento mi bastavano le sorprese che stavo vivendo, le familiari voci dei compagni che si mescolavano agli estranei colori e profumi di questa terra.

Tante volte avevo letto che l’Africa ha un profumo e un colore particolare, cazzate pensavo, e invece appena fuori dall’aereo avverti nell’aria che respiri e vivi qualcosa di diverso, cos’è però non l’ho capito.

Ecco, a volte uno sguardo, un commento che giunge in un determinato modo e momento possono rovinare delle sensazioni personali e particolari, forse la loro ricerca è per alcuni la ragione per frequentare quest’ambiente particolare.

Vi dicevo prima del vento, ci ha lasciato godere solo l’ultimo giorno di fatiche, è stato davvero una presenza costante e fastidiosa, dalla marcia di avvicinamento del primo giorno ci ha sempre scortato, molto forte, al punto che la fatica per respirare, lo sforzo per rimanere in piedi, il tormento della neve scagliata sulla faccia ti faceva chiedere “perché?”

Ma quando ormai sei in azione sai della fatica, dei sacrifici, delle energie che hai speso per un sogno, ti rispondi semplicemente che non si può mollare ….. semplicemente non si può. I pensieri tornano alle sere invernali dopo il lavoro, quando svuotato non desideri altro che un po’ di caldo, invece metti le pelli e accesa la frontale ritorni su, con qualsiasi tempo, qualche volta in compagnia, il più delle volte da solo con il vento che vuole stenderti, pensi che forse allora è servito a qualcosa, anche ad avere la forza per tirare su il morale a chi ha solo bisogno che gli cammini vicino, perché lassù ci vai con le tue forze, nessuno ti prende in braccio, ma un gesto, una parola quelli sì, possono aiutare.

Possono aiutare a vedere solo il cielo sopra l’orizzonte, a dilatare l’emozione degli ultimi dieci – quindici passi che precedono una vetta, è un’emozione che non si dissolve quando ci abbracciamo felici, ma che corre lontano, fino a migliaia di chilometri

Scialpinismo in Alto Atlante, alcune notizie:

Gli amici con i quali ho condiviso questa avventura provengono quasi tutti dalla scuola di Scialpinismo G.Mainini della sezione CAI di Macerata, e sono: Gianluca Lanciani, Pierpaolo Biagiola, Ezio Principi, Mauro Mitillo, Giuseppe Riccioni, e il trio della sanità, Gino Tamburrini, Carlo Vecchioli e Gianfrancesco Fabrini, con loro tre ci siamo sentiti in una botte di ferro… non scordatevi che in Africa anche un banale ‘mal de panza’ può diventare complicato.

Cinque le gite effettuate e quattro le cime oltre i 4000 metri salite: Tizi n’Ouagane 3735 m. Toubkal 4167 m. Timezguida 4088 m. Ras 4083 m. Akioud 4030 m.

Per la logistica sul posto ci siamo appoggiati a “Mister Mouflon”, un vero appassionato della montagna, nativo di Imlil, una delle prime Guide di Alta Montagna Marocchine qualificate, con più di trenta anni di esperienza nel turismo di montagna, autentico gentiluomo di grande ospitalità, cortesia e competenza che ha fatto di tutto per renderci il soggiorno piacevole, per info vedi www.refugetoubkal.com / www.refugelesmouflons.com . consigliabilissimo!!, ma prima di partire per queste terre è sempre d’obbligo documentarsi su tradizioni, usi e costumi locali…

Il rifugio è accogliente ma non caldo… bisogna portare un buon sacco a pelo per la notte e abbigliamento adeguato, è uno dei pochi posti dove ci si sveste per uscire.               Cibo abbondante, niente alcolici, anche ad Imlil non se ne trovano, neanche una birra. Si può optare per l’uso della cucina, cioè cucinarsi da soli… visti i prezzi non so se ne vale la pena. Tra tutto (viaggio a/r, spostamenti, rifugio, ecc.) si è speso circa come una settimana bianca sulle Alpi.

Nel periodo della nostra permanenza in quota (27 febbraio / 4 marzo) abbiamo trovato una buona copertura nevosa, le condizioni della neve risentono del forte vento, attenzione quindi ai lastroni, le creste sono generalmente spazzate, verglass presente a seconda dell’esposizione.

Dopo un’intensa precipitazione nevosa di 40/50 cm. un ripido canalone a valle del rifugio ha subito scaricato, mentre sugli itinerari percorsi le zone di pericolo sono poche e individuabili, non ho ben capito che livello di percezione del pericolo valanghe possiedono i locali, meglio fidarsi del proprio.

Tutte le cime che abbiamo salito offrono una sezione alpinistica da scalare, sicuramente la più facile è sul Toubkal, in discesa dal Ras abbiamo evitato la cresta di misto che porta alla sella per un canale ripido che inizia appena prima delle rocce, a sinistra scendendo, occhio però agli accumuli, proprio la presenza di un grosso accumulo ci ha impedito la discesa diretta dalla vetta per il canalone nord-est, non ci siamo fidati… Anche se a detta dei locali è garantito il soccorso con elicottero, meglio non sperimentare di persona…

La Cartografia a disposizione non è molto dettagliata in quanto non fa uso di simboli per evidenziare le zone rocciose, ma solo di curve di livello vicinissime, una volta sul posto ci si rende conto che la morfologia del luogo non è complicata, perlomeno per le salite che partono dalla vallata principale, nell’effettuare traversate può risultare difficile individuare gli accessi giusti di alcune discese, per altre info su itinerari, bibliografia e altre notizie logistiche vedi www.planetmountain.com .

Vista la quota del rifugio, per tutte le gite si deve superare un dislivello minimo di almeno 1000 metri, salvo traversate o giri ad anello… dormire una notte ad Imlil (1750 m. ca.) e salire a piedi senza il peso dello zaino al rifugio il giorno successivo, consentono già di iniziare una buona acclimatazione, i giorni di maltempo intervallati ai giorni buoni ci hanno aiutato in questo, anche salire come prima gita alla Tizi n’Ouagane permette di adattarsi meglio alla quota e di conoscere meglio l’ambiente nel quale ci si muove

Giampiero

Un commento a “Scialpinismo “africano””

  1. daniele.p Dice:

    bella gita Bravi