4Da quando Andrea, in dicembre, al ritorno dalla prima gita nei Sibillini, buttò là l’ idea di uno scialpinismo all’estremo nord non ho fatto altro che pensarci su.  Dopo innumerevoli anni di scialpinismo appenninico ed alpino andare a vivere una esperienza veramente diversa non poteva che essere un completamento.

Isola di  Spitzbergen – Svalbard – protettorato Norvegese – latitudine 78° 25’ N – a  più di 5000 km da casa ! 20 – 28  marzo – quando gli isolani hanno celebrato, da poco, la “festa del SOLE”.

Preparativi complessi, come per ogni evento particolare, soprattutto per l’inusuale ambiente da affrontare e poi un buon  allenamento fisico per  sopportare con tranquillità il “ minimo sindacale” .

22. Marzo – Con partenza da Longyearbyen, una prima gita di circa 5 ore, molto lunga anche se con dislivello modesto, e poi un raid di tre giorni sui  ghiacciai interni con salite s.a. e  trasferimenti dei materiali personali nella pulka al traino, accompagnati da Bruno, Nico e Naia, tre meravigliosi cani groenlandesi. A guidarci il bravissimo e cordiale Giovanni Poli e nel suo zaino un enorme fucile ed una pistola lanciarazzi, deterrenti precauzionali nel caso di incontri con il “polar bear”.

Per dormire nelle due notti trascorse in alto si è montata una tenda, a forma di igloo (per restare in tema), ma di tela e senza catino. Ad isolare il sacco letto dalla neve una tradizionale pelle di renna ed anche un più tecnologico tappetino di gomma.

Al ritorno, fra uno scalo aereo e l’altro, per gli irriducibili, c’è uscita anche una  salita s.a. sulle alture di Tromso.      Raccontare tutto sarebbe estremamente lungo, illustrare le sensazioni provate è la cosa più positiva da riportare.

Ambiente : neve – neve – neve; priva di umidità, rumorosissima anche al semplice lavoro di frattura generato dalla punta del bastoncino da sci in fase di spinta. Il nailon esterno delle pedule in piumino da campo non si è mai bagnato !.  Manto bianco levigatissimo sui vari versanti delle alture e sui ghiacciai, frutto evidente del lavoro del Blizzard.   Per la discesa : uno  sballo !

Una luminosità stranissima, non intensa, ma praticamente uguale dalle 9 fino alle 16. Sole sempre al’incirca alla stessa altezza che fa di queste zone : la terra dalle ombre lunghe ! Senza il riscaldamento solare e la formazione delle nuvole, partire alle 9 o alle 13 è la stessa cosa. Scialpinismo al mattino ed al pomeriggio !.

Temperatura : di media dai – 15°  ai – 25°. Sopportabile fino a quando non tira il vento, poi la percepita precipita. Problemi solo dopo essere rimasti senza guanti per più di due minuti. Pelli da tenere al calduccio dentro il pile, nel momento della discesa, per consentire poi di riattaccarle.

Gianni, Andrea, Daniele, Graziano, Luca, Roberto – un poco della scuola “Sibilla”, un poco di più della scuola “Vagniluca”; veramente un bel gruppo e poi la gran fortuna di aver avuto un tempo sempre magnifico !  

ESPERIENZA DA VIVERE !

Gianni Barboni