GLI APPASSIONATI DELLA MONTAGNA NON SONO DEGLI IRRESPONSABILI
- 2 marzo 2010
- scritto in Varie
- da Daniele Moretti
A seguito di questa nota introduttiva riportiamo un comunicato stampa da parte del Presidente generale del CAI e l’intervento del Presidente della CNSASA pubblicati il 10 Febbraio 2010 sul sito www.cnsasa.it in merito ad un emendamento del Governo al Decreto legge sulle emergenze in discussione in questi giorni al Senato.
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Comunicato stampa del Presidente Generale del CAI Annibale Salsa 10/02/2010, ( scarica pdf )
- << GLI APPASSIONATI DELLA MONTAGNA NON SONO DEGLI IRRESPONSABILI. NON
LASCIAMOCI PRENDERE DALL’EMOTIVITA’.>>
La montagna è, e deve continuare ad essere un luogo di libera frequentazione, un norma come quella proposta nell’emendamento del Governo al Decreto sulle emergenze in discussione al Senato non è accettabile dal CAI e dal mondo della montagna.
In merito alla presentazione di un emendamento del Governo al Decreto legge sulle emergenze in discussione al Senato, il Presidente generale del Club Alpino Italiano, Annibale Salsa dichiara: La montagna è uno spazio di libertà e non di coercizione, come tale comporta un elevato senso di responsabilità e abbisogna di conoscenza e competenza. Tutto ciò non può portare ad una regolamentazione totale della frequentazione perché questo
comporterebbe uccidere la libertà di accesso che è uno dei capisaldi dell’alpinismo e della frequentazione della montagna. L’irresponsabilità di alcuni non può essere pagata da tutti gli altri. La sicurezza in montagna – prosegue Salsa – non aumenta con le sanzioni o con il carcere per chi provoca valanghe, ma solo attraverso il lavoro di formazione, prevenzione,informazione svolto con l’ausilio del CAI, delle Guide alpine, del Soccorso
alpino e speleologico e dei professionisti e degli abitanti della montagna.
Ciò non significa essere aprioristicamente contrari a norme per il
miglioramento della sicurezza in montagna, ma per la loro stesura non si può prescindere dal coinvolgimento del CAI, del Soccorso Alpino e Speleologico,delle Guide alpine e a quanti vivono e operano in montagna.
Il Presidente generale del CAI sottolinea inoltre che “Il CAI e il mondo della montagna non possono accettare una norma che, forse dettata dall’emozione, costringe a casa alpinisti, sciatori ed escursionisti, e che porta una militarizzazione delle Terre Alte. Anche l’anno scorso, sempre sull’onda dell’emotività dovuta anche in quel caso a vittime di valanghe,qualcuno aveva proposto l’istituzione di un fantomatico patentino che abilitava ad andare in montagna individuando il CAI come ente preposto a rilasciarlo, e prefigurando l’impiego delle forze dell’ordine per controllare gli accessi. Anche allora – conclude Salsa – abbiamo espresso
la nostra contrarietà a qualsiasi patentino -che non rientra in alcun modo nella filosofia e nella missione del Club Alpino Italiano – e a ogni tentativo di limitazione, sanzione eccessiva, militarizzazione della montagna.”
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- Giu’ le mani dalla libertà di andare in montagna
- CNSASA su prevenzione per CAI del 8-2-10 ( scarica pdf )
In seguito all’annuncio di alcuni esponenti del Governo in cui si accusa genericamente tutti quelli che vanno in montagna di essere degli irresponsabili e e si ventila l’ipotesi di un aggravamento di pena per chi dovesse provocare una valanga e sanzioni pecuniarie fino a 5000 euro per coloro che si trovassero a praticare il fuori pista quando il bollettino valanghe segnalasse un grado di pericolo poco favorevole alle gite, il CAI nella persona del Presidente Generale lunedì 8 febbraio ha emesso un
comunicato che vi alleghiamo; nello stesso giorno a sua volta la CNSASA ha inviato alla Presidenza del CAI un contributo ritenuto utile per quando i vertici del sodalizio si recheranno a Roma ( giovedì 11) per sostenere le posizioni del CAI e avanzare proposte operative rivolte all’educazione alla montagna e alla prevenzione dei pericoli.
Cari istruttori, per le Scuole di Alpinismo restano fondamentali alcuni principi, ribaditi anche dagli altri Club Alpini a noi confinanti:
- la libertà d’accesso alla montagna (senza norme di legge che regolano i comportamenti e senza obbligo di patenti per chi frequenta le aree non
controllate)
- la protezione del patrimonio naturale e culturale che costituisce la montagna
- l’accettazione del rischio è parte integrante dell’alpinismo;
- la conoscenza ed il rispetto della montagna uniti ad una onesta valutazione delle proprie capacità sono condizioni indispensabili per una sicura
pratica dell’alpinismo.
I responsabili del CAI sono chiamati ad esercitare una grande vigilanza e ad intervenire presso le autorità competenti al fine di evitare ogni intervento limitativo nell’uso degli spazi di montagna
Vi terremo informati sull’andamento delle prossime consultazioni che i vertici del
CAI avranno con i responsabili del Governo.
a presto
Il Presidente della CNSASA
Maurizio Dalla Libera

