Cascate Sappada
- 11 febbraio 2010
- scritto in ghiaccio
- da Luca Baldini
Eccoci di nuovo a raccontare l’ennesimo fine settimana dedicato all’arrampicata su ghiaccio (5,6,7/02/2010).
Questa volta siamo in quattro: io, Giancarlo (onnipresente), Simone e Leonardo. Dopo aver passato la settimana a consultare guide, webcam, siti vari e carte meteo….si decide per Sappada.
“Ploden” per dirlo nel dialetto locale, è una località in provincia di Belluno al confine tra Veneto, Friuli ed Austria, nell’estremità est delle Dolomiti, sita nella alta valle del Piave.
E’ stata una delle prime località delle Alpi Orientali ad ospitare l’arrampicata su ghiaccio verticale, quando questa non era che un’attività allo stato embrionale, riservata a pochi “pazzi” che copiavano i cugini delle occidentali, all’epoca ben più esperti in materia. A chi potesse interessare, sul sito Planet mountain, nella sezione “ice” ottimo articolo sulle varie possibilità arrampicatorie intorno Sappada.
Ma veniamo alla cronaca arrampicatoria:
sabato ci rechiamo nella zona denominata “Diagonal” posta sulla sx. idrografica, poco a valle dell’abitato, lungo il fiume Piave. Qui ci sono varie linee da salire, dalle due fino alle cinque lunghezze, di grado compreso fra il 3+ ed il 4, di ghiaccio solitamente abbondante vista la favorevole esposizione a Nord.
Nella stessa zona, lato dx. idrografica, ci sono due cascate (Le tre Grazie e Futura) caratterizzate da una serie di salti di difficoltà variabile dal 3+ al 5 (Candela di sx. di Futura) e di lunghezza intorno ai 150 mt.; esposizione Sud, per cui, specie i tiri alti, esposti al sole e di conseguenza condizioni più mutevoli anche nel corso della stessa giornata.
Sabato la dedichiamo ad “affinare la tecnica”, (bisognevole…..) e fra triangoli evoluti, bilanciamenti ed altre amenità da manuale, saliamo: “Diagonal lato dx.”, “Il massacro delle Caprette” e “Le tre grazie”.
Ma l’occhio “ingordo” del ghiacciatore si sofferma, di tanto in tanto, sul candelone alto di Futura, vera “sirena incantatrice” della valle, con le sue linee seducenti, con il ghiaccio che quest’ anno sembra abbondante visto il freddo intenso delle settimane precedenti; e, cosa di non poco conto, il fatto che sia baciata dal sole.
La Domenica mattina riusciamo ad essere i primi; la cascata è caratterizzata da un primo muretto breve ma intenso (85/90°); segue una facile goulotte, un successivo tiro sui 75/80° di una trentina di mt. che troviamo con un ottimo ghiaccio plastico, fino a giungere sotto la candela finale.
Questa è caratterizzata da una prima sezione di una ventina di mt. a 90°; segue un breve traverso fino ad una grotticina sulla dx. in cui è possibile sostare; noi l’abbiamo fatta in un tiro unico, attaccandoci il successivo salto anche esso verticale e caratterizzato da ghiaccio più delicato ormai cotto dal sole, con una unica tirata di corda di 60 mt. giusti giusti…
Volendo si può salire un ulteriore ultimo saltino di circa 15 mt. sui 75/80°.
Ultime due cose degne di nota: il dopo cena di sabato passato in paese in un locale con karaoke con esibizione dal vivo di cantante “local” che si è divisa fra Lady Gaga e Michael Jackson, performance “canora” apprezzata in particolare da Leo….
Ed infine, ma in realtà prima per importanza, al di là degli aspetti ludici, nota sul discorso sicurezza: mai dare nulla per scontato, affrontiamo sempre ogni cosa con il “nostro” giusto spirito critico, anche per quei siti “per definizione sicuri” in cui una semplice nevicata nella notte di 10 cm. può far passare momenti non certo piacevoli: vedi la foto in cui Simone è riuscito a cogliere una frazione di quei lunghi secondi in cui una cordata, impegnata sul flusso ghiacciato di “Lacrime ibernate”, sta letteralmente sotto una scarica di neve che gli passa sopra la testa….
Un saluto a tutti e alla prossima.
Luca





































