Cascata “Tuborg” – Valeille (AO)
- 1 febbraio 2010
- scritto in ghiaccio
- da Daniele Moretti
<<La quantità di gentilezza disponibile è limitata, proprio come è limitata la quantità di luce», continuò George in tono misurato. «Ovunque ci troviamo, noi proiettiamo un’ombra su qualcosa, ed è inutile spostarsi continuamente da un posto all’altro per migliorare le cose, perché l’ombra ci viene dietro. Bisogna scegliere un posto dove non si fa danno, e rimanerci ben saldi, affrontando la luce del sole.» (Edward Morgan Forster)
La montagna è qualcosa di fisico , geograficamente posizionato . Vivere la montagna è un gioco soggettivo , non sempre facile da condividere con chiunque. Per viverla ci vuole sintonia nella cordata, rispetto dell’ l’ambiente circostante , cortesia per le persone che si incrociano mentre la si percorre, la si attraversa , la si scala o solo la si osserva . In montagna non mi sono mai imbattuto in niente che mi abbia fatto sorgere il desiderio di conquista ma solo tanta voglia di vivere e conoscere. A volte ho provato un po’ di paura , ma con delle rapide discese in “doppia” ho sempre ritrovato l’equilibrio tornando sui miei passi… fino a casa.
Salendo ,nei giorni scorsi , un ripido pendio innevato per giungere all’attacco di una cascata ho provato come al solito fatica. Passo dopo passo siamo giunti alla meta. La traccia , battuta probabilmente nei giorni precedenti , era ora ricoperta da uno strato di neve caduta nella notte. Il vento poi , trasportando la neve ad arte , aveva “ricucito la pelle” ricoprendo qualsiasi impronta lasciata dai passaggi precedenti.
Giunti alla base della parete , ci raggiungono due giovani alpinisti francesi poco più che ventenni , diretti all’attacco di un altro itinerario più impegnativo : “Rependance Super”.
Dal passo veloce che tiravano sul pendio e dalla loro ottima qualità di scalata che da li a poco avremmo osservato mentre salivano Rependance, non c’è ombra di dubbio che non avrebbero avuto nessun tipo di problema a superarci lungo il “sentiero” e batter loro la traccia invece che noi “vecchietti “.Il caso però ha voluto che li precedessimo di mezz’ora . Quindi ,anche se veloci ,ci hanno raggiunto solo quando ormai eravamo alla base della parete e il lavoro di “batter traccia” era ormai terminato .
Noi avevamo appena calato gli zaini dalle spalle , quando i loro occhi erano giunti con lo sguardo allo stesso livello dei nostri . Non facemmo in tempo a salutarli che entrambi i francesi ci precedettero nel prendere parola: “ Merci !…Grazie” . All’istante non riuscimmo a capire perché ci ringraziassero, poi uno di loro continuò: “Grazie per aver battuto la traccia . Marci! Buona scalata”.
“Di niente , buona giornata anche voi . Ciao” rispondemmo noi .
Ecco queste sono le cose che mi piacciono della montagna , dell’alpinismo . Credo che l’ambiente aiuti la gentilezza fra le persone , forse perchè ci sentiamo un po’ tutti fragili rispetto alla montagna , un po’ come il ghiaccio colpito dalle picche .
( Daniele . M)
Immagini scattate il 31/01/2010
Relazioni della cascata “Tuborg “:
1.http://www.cuneoclimbing.it/relazioni/ice/touborg.pdf
3. http://www2.on-ice.it/onice/onice_view_itinerario.php?type=4&id=136



















