Candelabro del Coyote <<La quantità di gentilezza disponibile è limitata, proprio come è limitata la quantità di luce», continuò George in tono misurato. «Ovunque ci troviamo, noi proiettiamo un’ombra su qualcosa, ed è inutile spostarsi continuamente da un posto all’altro per migliorare le cose, perché l’ombra ci viene dietro. Bisogna scegliere un posto dove non si fa danno, e rimanerci ben saldi, affrontando la luce del sole.» (Edward Morgan Forster)

La montagna  è qualcosa  di fisico , geograficamente posizionato . Vivere la montagna è un gioco soggettivo , non sempre facile da condividere con chiunque. Per viverla ci vuole sintonia  nella cordata,  rispetto  dell’ l’ambiente circostante , cortesia  per le persone che si incrociano mentre la si percorre, la si attraversa ,  la si scala o solo la si osserva  . In montagna non mi sono mai imbattuto in niente che mi abbia fatto sorgere il desiderio di conquista ma solo tanta voglia di vivere e conoscere. A volte ho provato un po’ di paura , ma con delle rapide discese in “doppia” ho sempre ritrovato l’equilibrio tornando sui miei passi… fino a casa.

Salendo ,nei giorni scorsi , un ripido pendio innevato per giungere all’attacco di una cascata ho provato come al solito  fatica.  Passo dopo passo  siamo  giunti alla meta. La traccia , battuta probabilmente nei giorni precedenti , era ora ricoperta  da uno strato di neve  caduta nella notte. Il vento poi , trasportando la neve ad arte , aveva “ricucito la pelle” ricoprendo qualsiasi impronta lasciata dai passaggi precedenti.

Giunti alla base della parete , ci raggiungono due giovani alpinisti francesi poco più che ventenni ,   diretti all’attacco di un altro  itinerario più  impegnativo : “Rependance Super”.

Dal passo veloce  che tiravano sul pendio  e dalla loro ottima  qualità di scalata che da li a poco avremmo osservato mentre salivano Rependance, non c’è ombra di dubbio che non avrebbero  avuto nessun tipo di problema a superarci lungo il “sentiero” e batter loro la traccia invece che noi “vecchietti “.Il caso però ha voluto che li precedessimo di mezz’ora . Quindi ,anche se veloci ,ci hanno raggiunto  solo quando ormai eravamo alla base della parete e il   lavoro di “batter traccia” era ormai terminato .

Noi avevamo appena calato  gli zaini dalle spalle , quando i loro occhi erano giunti con lo sguardo  allo stesso livello dei nostri . Non facemmo  in tempo a salutarli che entrambi i francesi ci precedettero  nel prendere parola: “ Merci !…Grazie” . All’istante non riuscimmo a capire perché ci ringraziassero, poi uno di loro continuò: “Grazie per aver battuto la traccia . Marci! Buona scalata”.

“Di niente , buona giornata anche voi . Ciao” rispondemmo noi .

Ecco queste sono le cose che mi piacciono della montagna , dell’alpinismo . Credo che l’ambiente aiuti la gentilezza fra le persone , forse perchè ci sentiamo un po’ tutti fragili  rispetto alla montagna , un po’ come il ghiaccio  colpito dalle picche .

( Daniele . M)

Immagini scattate il 31/01/2010

Relazioni della cascata “Tuborg “:

1.http://www.cuneoclimbing.it/relazioni/ice/touborg.pdf

2. http://www.planetmountain.com/ice/cascate/itinerari/scheda.php?id_itinerario=657&lang=ita&id_tipologia=39

3. http://www2.on-ice.it/onice/onice_view_itinerario.php?type=4&id=136