Aggiornamento istruttori

scritto il 16 lug 2010 da marino in Nostre attività

Boulder after dinner

Boulder after dinner

Boulder after dinner

Boulder after dinner

pratica di piolet traction

pratica di piolet traction

Boulder after dinner

Boulder after dinner

Boulder after dinner

Boulder after dinner

massi su di un masso

massi su di un masso

massi su di un masso

massi su di un masso

Claudio e Daniele

Claudio e Daniele

Simone

Simone

al rifugio Chabot

al rifugio Chabot

Laghetto alla base del ghiacciaio di Laveciau

Laghetto alla base del ghiacciaio di Laveciau

prova di recupero da crepaccio con sistema Vanzo

prova di recupero da crepaccio con sistema Vanzo

Sul ghiacciaio di Laveciau

Sul ghiacciaio di Laveciau

marcia sul Ghiacciaio di Laveciau

marcia sul Ghiacciaio di Laveciau

marcia sul Ghiacciaio di Laveciau

marcia sul Ghiacciaio di Laveciau

aspettando la cena al rifugio Chabot

aspettando la cena al rifugio Chabot

P1030900Il programmato aggiornamento di alta montagna in ambiente glaciale degli istruttori della Scuola “Sibilla” si è concluso ieri,  domenica 20 giugno 2010, sotto una nevicata che ci ha indotto a prendere gli zaini e scendere a valle. Di sicuro quello che credevamo un evento eccezionale per l’inizio dell’estate, è stato poca cosa se paragonato a quanto avvenuto in altre parti dell’arco alpino. La Valle d’Aosta, infatti, è stata marginalmente interessata dalla perturbazione che ha fatto scendere neve e termometro sotto zero come fosse pieno inverno.

Ma ciò è bastato per infrangere i nostri esigui sogni di salire la parete nord-ovest del Gran Paradiso che, anche se ritenuta troppo carica di neve e quindi rischiosa, vagavano, come pur remota possibilità, nelle nostre menti. Appunto, proprio perché i sogni muoiono all’alba, i nostri  si sono infranti al bip-bip di una sveglia elettronica e la vista del cattivo tempo  ci ha tolto ogni speranza e forse qualche guaio.
Ma la salita al Gran Paradiso sarebbe stata la ciliegina sulla torta, il momento ludico per fare alpinismo nei luoghi che hanno dato origine a questo sostantivo, perché il vero scopo dell’aggiornamento era quello di rivedere e mettere in atto tutte quelle tecniche che permettono di frequentare, nella maggiore sicurezza possibile,  questi luoghi tanto affascinanti quanto severi.
Il programma è stato completamente rispettato con piena soddisfazione dei 13 partecipanti  nelle due  giornate antecedenti la  infruttuosa domenica sotto la supervisione di Giampiero Lacché, che, fresco degli ultimi aggiornamenti tecnici e delle “chicche” che gli derivano dal far parte (a pieno merito) della Scuola Centrale di Alpinismo, Scialpinismo ed Arrampicata Libera del C.A.I. ha tenuto due “letio magistralis”.
Breve cronaca:
Venerdì 18 giugno, dopo aver pernottato al rifugio Chabod ( 2.750 m.) in alta Val Savaranche  il gruppo formato da 11 persone (Busco e Venturi ci hanno raggiunto nella serata) s’incamminava di buon passo verso il ghiacciaio di Laveciau, imponente massa glaciale a cavallo tra il Piccolo e Gran Paradiso. Sereno pieno e grandi aspettative. Arrivati all’imbocco del ghiacciaio i partecipanti si legavano in cordata per raggiungere due fasce di imponenti  seracchi a quota 3.350 m. circa. Qui venivano svolte, per gran parte della giornata, le manovre per il recupero da crepaccio. Anche se spesso si sbirciava la sovrastante parete nord-ovest del Gran Paradiso con la speranza che questa scaricasse l’insolito accumulo di neve formatosi per permetterci di salirla in uno dei due giorni successivi,  la concentrazione a quanto veniva fatto è stata massima anche perché, se certe manovre vengono fatte superficialmente, possono procurare grossi guai e noi tutti eravamo fortemente interessati alla nostra pelle. Ciascuno di noi, a turno, si è gettato, non senza un po’ di stress, da un seracco reputato   idoneo alla esercitazione, simulando una caduta accidentale in un crepaccio mentre il compagno lo tratteneva. Quest’ultimo doveva poi approntare un ancoraggio definitivo dopo essere passato da quello provvisorio che, come si sa, viene allestito con il cordino da ghiacciaio fissato alla corda di cordata con un prusik. La fase successiva, quella del recupero vero e proprio, veniva fatto con il metodo Vanzo. Tralascio la metodica che porterebbe via parecchio tempo e pagine per sintetizzare che se le manovre necessarie vengono eseguite correttamente, una sola persona è in grado di tirare fuori da un crepaccio il compagno di cordata se questi è in grado di collaborare. Qualche problema è stato invece rilevato sul funzionamento del nodo autobloccante Machard:se le corde sono bagnate come lo erano le nostre, gli ausili meccanici o l’autobloccante Backman danno dato migliori risultati. Simone C., infatti, usando il primo metodo non è riuscito a tirare fuori il compagno lasciandolo sospeso nel vuoto. Questi ha promesso che si fosse salvato gli avrebbe “trombato” la ragazza. L’appeso si è salvato grazie all’intervento di una squadra di soccorritori…. come andrà a finire non si sa.
Fine della giornata e ritorno al rifugio dove una buona cena e molta ma molta di birra hanno ristorato il gruppo.
Sabato 19 giugno, ritorno al ghiacciaio Laveciau ma altra destinazione con altri obiettivi tecnici. La giornata è abbastanza buona ma non soleggiata come il giorno precedente. Prove da fare: tecnica di piolet-tration, discesa in conserva corta (non assicurati), risalita con la stessa tecnica e discesa in corda doppia su vite da ghiaccio con recupero della stessa e su Balakov (foratura del ghiaccio con due viti convergenti, passaggio della corda o cordino da lascio nei fori comunicanti; un atto di fiducia sul proprio operato e sulla Provvidenza. Un ammasso di seracchi o qualcosa di simile era il nostro terreno di gioco conteso con la Scuola  della Regionale Lombardia che esaminava gli aspiranti istruttori di scialpinismo. Cordate da due o da tre. La salita presentava pendenze disomogenee, dai  50° in partenza fino al quasi verticale. Nei due tiri corti di circa 30/40 metri l’uno che si sono succeduti per ciascuna delle due salite, le soste e le protezioni venivano fatte con viti da ghiaccio. Per fare ciò bisognava prima scalzare la neve fino a trovare il ghiaccio vivo. Quello che ci ha meravigliato è stato il fatto che una neve che oserei definire “andina” rimaneva attaccata alla parete anche su pendenze molto elevate sfidando la legge di gravità (anche questo, segno che il nostro clima sta cambiano diventando sempre più tropicale). Ciò ha favorito l’ascesa alle pendenze più accessibili e complicata in quelle più sostenute. Anche con questa incognita, tutto si è svolto nel migliore dei modi e la giornata è trascorsa in una alternanza di caldo-freddo tipica degli ambienti glaciali che ha messo ulteriormente alla prova il gruppo  come se non fosse già bastato l’impegno richiesto. Il rientro allo Chabod è stato il meritato riposo ad una giornata niente affatto oziosa.
Domenica 20 giugno…….. “tutti a casa” .
A mio parere un elogio particolare lo hanno meritato i giovani che hanno dimostrato un interesse, una partecipazione ed una competenza non comuni ripagando la lungimiranza delle scelte della Scuola “Sibilla” che ha investito su di loro per un  ampliamento dell’organico tecnicamente qualificato.
prova di recupero da crepaccio con sistema Vanzo

prova di recupero da crepaccio con sistema Vanzo

Il programmato aggiornamento di alta montagna in ambiente glaciale degli istruttori della Scuola “Sibilla” si è concluso ieri,  domenica 20 giugno 2010, sotto una nevicata che ci ha indotto a prendere gli zaini e scendere a valle. Di sicuro quello che credevamo un evento eccezionale per l’inizio dell’estate, è stato poca cosa se paragonato a quanto avvenuto in altre parti dell’arco alpino. La Valle d’Aosta, infatti, è stata marginalmente interessata dalla perturbazione che ha fatto scendere neve e termometro sotto zero come fosse pieno inverno.

Ma ciò è bastato per infrangere i nostri esigui sogni di salire la parete nord-ovest del Gran Paradiso che, anche se ritenuta troppo carica di neve e quindi rischiosa, vagavano, come pur remota possibilità, nelle nostre menti. Appunto, proprio perché i sogni muoiono all’alba, i nostri  si sono infranti al bip-bip di una sveglia elettronica e la vista del cattivo tempo  ci ha tolto ogni speranza e forse qualche guaio.

Ma la salita al Gran Paradiso sarebbe stata la ciliegina sulla torta, il momento ludico per fare alpinismo nei luoghi che hanno dato origine a questo sostantivo, perché il vero scopo dell’aggiornamento era quello di rivedere e mettere in atto tutte quelle tecniche che permettono di frequentare, nella maggiore sicurezza possibile,  questi luoghi tanto affascinanti quanto severi.

Il programma è stato completamente rispettato con piena soddisfazione dei 13 partecipanti  nelle due  giornate antecedenti la  infruttuosa domenica sotto la supervisione di Giampiero Lacché, che, fresco degli ultimi aggiornamenti tecnici e delle “chicche” che gli derivano dal far parte (a pieno merito) della Scuola Centrale di Alpinismo, Scialpinismo ed Arrampicata Libera del C.A.I. ha tenuto due “letio magistralis”.

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Scialpinismo “africano”

scritto il 28 giu 2010 da admin marco p. in Varie

29A seuire il report del viaggio scialpinistico fatto dal nostro Giampiero insieme ad altri amici in Africa

Ciao a Tutti, voglio raccontare qualcosa dell’esperienza che ho avuto la fortuna di arricchire sulle Montagne d’Africa con gli sci…

E’ una radiosa giornata di sole, da sei giorni ad oggi è l’unica senza vento, sto scivolando verso valle consapevole che le prossime saranno le ultime curve su questa incredibile neve africana, …più sotto c’è un bel pendio…

Prima del pendio incrocio dei ragazzi che stanno salendo, dalla loro espressione capisco di averli forse guardati in modo strano,con lo sguardo di chi è stato già in cima, e ora deve solo scendere. Non so se vi è mai successo, ma non è bello essere guardati così, solo sei giorni prima ero al loro posto, e chi scendeva, oltre allo sguardo, aveva pure commentato ad alta voce brutte previsioni meteo che ci attendevano e nessuno gli aveva chiesto niente!!

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Corso AR1-2010

scritto il 08 giu 2010 da admin marco p. in corsi 2010

ALPINISMO SU ROCCIA – Arrampicare in Montagna

flyer 4_S

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Oltre che ai principianti, viene consigliato in particolar modo a coloro che già hanno un minimo di pratica alpinistica o che dopo aver frequentato un corso base di Alpinismo (A1) , Arrampicata libera (AL1) , Ghiaccio (AG1), intendono approfondire la conoscenza della scalata in sicurezza di pareti rocciose in montagna.

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Lo scopo del corso  è di formare persone che, dapprima con compagni più esperti, poi con sempre maggiore autonomia, possano praticare la scalata su roccia  di itinerari classici, tipici dei terreni d’avventura in montagna.

CALENDARIO
Gio 2 Set – ore 21:00 – sede C.A.I. Jesi, (P.zza della repubblica.)
presentazione del corso, Scuola “Sibilla”e struttura CAI euipaggiamento individuale richiesto per il corso controllo attrezzatura individuale termine ultimo per le iscrizioni al corso.
Dom 5 Set – ore 8:00 – Gola della Rossa – Frasassi (Palestra di roccia)
uso e regolazione delle attrezzature – lezione sui nodi e autobloccanti. movimento individuale (primi cenni)
Gio 9 Set – ore 19:00 – palestra indoor movimento individuale (approfondimento)
Dom 12 Set – ore 8:00 – Gola della Rossa – Frasassi (Palestra di roccia)
movimento individuale su roccia, sistemi di sicura su monotiri
lezione teorica: “norme materiali e catena di sicurezza”
Gio 16 Set  - ore 21:00 – sede C.A.I. Jesi
lezione Teorica: “Preparazione di una salta in montagna”
Dom 19 Set – ore 8:00 – Gola della Rossa – Frasassi (Palestra di roccia)
movimento individuale su roccia, sistemi di sicura per vie alpinistiche progressione in cordata (cenni), soste e ancoraggi
Gio 23 Set – ore 21:00 – sede C.A.I. Jesi
lezione teorica: “nozioni di pronto soccorso relative alle problematiche della montagna”
Sab 25 Set – ore 8:00 – Gola della Rossa – Frasassi (via a più tiri)
progressione in cordata (approfondimento) sistemi e manovre di sicura, ancoraggi, chiodature attrezzatura di soste di calata. discesa e risalita su corda
Gio 30 Set – ore 21:00 – sede C.A.I. Jesi
lezione teorica: “gestione di un emergenza in montagna” lezione teorica: “pericoli della montagna” e “meteo”
Sab 2 / Dom 3 Ott – week-end al Gran Sasso D’Italia
salita di vie classiche di roccia in montagna lezione teorica: “storia dell’alpinismo del Gran Sasso” e “topografia”
Dom 10 Ott – monti Sibillini
salita di vie classiche di roccia in montagna manovre di emergenza e cenni di autosoccorso.
La direzione del corso si riserva di modificare il programma in caso di necessità, dandone tempestiva comunicazione agli allievi.
CORSO
Oltre che ai principianti, viene consigliato in particolar modo a coloro che già hanno un minimo di pratica alpinistica o che dopo aver frequentato un corso base di Alpinismo (A1) , Arrampicata libera (AL1) , Ghiaccio (AG1), intendono approfondire la conoscenza della scalata in sicurezza di pareti rocciose in montagna.
Lo scopo del corso  è di formare persone che, dapprima con compagni più esperti, poi con sempre maggiore autonomia, possano praticare la scalata su roccia  di itinerari classici, tipici dei terreni d’avventura in montagna.
ATTREZZATURA NECESSARIA
casco, imbrago, zaino da 30-35 lt, 3 moschettoni a ghiera tipo H, 2 moschettoni  a ghiera simmetrici, 1 spezzone lungo 3 metri in Dyneema da 5.5, 1 cordino in kevlar da 5.5 mm lungo 1.60, 1 placchetta Gi-Gi, scarpette da arrampicata.
Ogni allievo dovrà avere un abbigliamento adeguato ( calzature, giacca antipioggia, maglia in pile, ecc) per escursioni in montagna di media quota adeguate al periodo di svolgimento del corso.
Si consiglia di effettuare eventuali acquisti di materiali  solo  dopo la lezione di presentazione del corso del 4 Settembre.
COSTO 210,00 euro. Sono escluse spese di: viaggio,  vitto e alloggio presso rifugi.
ISCRIZIONE Le pre-iscrizioni dovranno pervenire alla direzione del corso entro giovedì 2 Settembre 2010 (data di presentazione del corso), inviandole per e-mail all‘indirizzo: scuolasibilla@libero.it E’ possibile scaricare il modello collegandosi al sito della Scuola www.scuolasibilla.it o richiedendolo al Direttore del corso.
Il numero di posti è limitato.
Gli aspiranti allievi devono essere iscritti al CAI e in regola con il tesseramento 2010. Devono presentare un certificato di idoneità fisica attestante l’attitudine a praticare attività alpinistica e una fotografia formato tessera.
L’eventuale iscrizione di minori di 18 anni sarà valutata dalla direzione del corso, previo approfondito colloquio con chi ne esercita la patria potestà.
per informazione e o prenotazioni
direttore del corso Marco Pandolfi (IA) 3471014654
vice direttore del corso Luigi Cardarelli (IA) 3478550373
www.scuolasibilla.it
info@scuolasibilla.i

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